La foto del mese | Giugno 2026

La fotografia che nasce due volte

Rubrica a cura di Dario Sequi

Cagliari, giugno 2026. La jacaranda in fiore incornicia la Torre dell’Elefante e il quartiere Castello, nella luce delle 18:35.

Una fotografia non nasce sempre quando si scatta.
A volte nasce prima.

Per questa Foto del mese di giugno 2026 ho scelto uno scorcio di Cagliari nel tempo breve della fioritura della jacaranda: il viola degli alberi, la Torre dell’Elefante, il quartiere Castello, una luce pomeridiana tornata quasi per appuntamento. Non è una veduta urbana. È una fotografia sull’attesa. Su quel punto sottile in cui l’immagine smette di essere casuale e diventa una piccola promessa mantenuta.

Curo da tempo, per Appunti di Famiglia, la rubrica La foto del mese.
Ogni mese una sola immagine.
Mai per caso.

Quando nasce davvero una fotografia?

Non di rado mi viene chiesto se una fotografia sia più autentica quando accade o quando viene cercata.

Credo che la risposta non stia da una parte sola.

A volte l’immagine arriva senza avvisare.
Altre volte chiede di essere raggiunta.

È stato così, attraversando la strada che costeggia il waterfront. Non cercavo una fotografia. O forse sì, ma senza saperlo ancora. Lo sguardo è stato fermato da una luce radente, gentile, capace di accarezzare gli alberi in fiore e trasformarli in una cornice naturale.

Dietro quel viola intenso e leggero apparivano la Torre dell’Elefante e Castello. Pietra, storia, colore. Tutto sembrava tenersi in equilibrio.

Come accade solo in certi pomeriggi di primavera.

Perché non ho scattato subito?

L’inquadratura era già compiuta.

Il traffico, però, non concedeva spazio. Non era possibile fermarsi. Non c’era il tempo materiale per fare ciò che il pensiero aveva già fatto.

A volte il fotografo deve compiere il gesto più difficile: non scattare.

Osservare.
Memorizzare.
Rimandare.

Ho guardato l’ora.

Erano le 18:35.

Da quel momento, quella fotografia ha smesso di essere un incontro fortuito. È diventata un appuntamento. Con un luogo, con una luce, forse anche con una parte più silenziosa dello sguardo.

Cosa succede quando il caso diventa attesa?

Durante il tragitto verso casa, l’immagine continuava a lavorare.

Pensavo già a dove parcheggiare.
A quale percorso fare a piedi.
Al punto esatto in cui posizionarmi.

Tutto era stato immaginato. Misurato. Costruito.

Eppure non bastava.

Perché la fotografia non è mai solo progetto. Serve il margine. Serve quella quota di fortuna che nessuna preparazione può garantire. Serve che la luce accetti di tornare.

La luce non si possiede.
Si rispetta.

Il giorno successivo, dopo una giornata iniziata all’alba, quel pensiero era ancora lì. Non come un’urgenza. Piuttosto come una nota tenuta in sospeso.

Alle 18:35 dovevo esserci.

Perché Cagliari, in certi momenti, sembra un dipinto?

Quando sono tornato, Cagliari aveva ancora quella grazia.

La jacaranda era in piena fioritura. Il suo viola non copriva la città. La rivelava.

Castello si alzava sullo sfondo con la sua misura antica. La Torre dell’Elefante non dominava la scena. La teneva ferma. È lì, in pietra, dal 1307. Non ha bisogno di alzare la voce. Le case color pastello sembravano appoggiate una sull’altra, come se il tempo le avesse sistemate con pazienza.

In quel momento ho avuto l’impressione che la città si lasciasse guardare senza difendersi.

Cagliari sa fare questo.
Tenere insieme pietra e fiore.
Memoria e luce.
Verticalità e morbidezza.

Non è una bellezza che grida.
È una bellezza che resta.

La domanda che resta

Questa fotografia è nata due volte.
Prima come intuizione.
Poi come attesa.

Forse nasce una terza volta adesso, nello sguardo di chi la incontra senza aver vissuto quei due pomeriggi.

La felicità, alla fine, era tutta lì. Nell’aver rispettato un appuntamento. Nell’averlo immaginato, atteso e cercato. E nell’aver ricevuto ancora, come un dono, quel piccolo momento fortuito che nessuna precisione può comandare.

Forse fotografare è anche questo.

Arrivare in tempo a un appuntamento che non siamo stati noi a fissare.

Dario Sequi


L’autore
Dario Sequi cura per Appunti di Famiglia la rubrica "La foto del mese". Fotografo e narratore di luoghi, ogni mese seleziona una sola immagine e la accompagna con uno sguardo personale, fatto di osservazione, memoria e attenzione al territorio. Appunti di Famiglia è il diario editoriale di FA Travel, casa di viaggio MICE e lusso con sede a Cagliari, in Sardegna.

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